Storymat’s Blog

12 marzo, 2009

Le risorse del web: il racconto e il repertorio

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Social Media e Social Bookmark

Il web è una miniera di informazioni e di risorse. Qualsiasi attività di scrittura richiede oggi una complessa e profonda analisi delle fonti che la rete propone sull’argomento. Scrivere in internet significa usare il testo come punto di partenza per una navigazione mirata nel grande mare delle risorse digitali.
I link che incontriamo durante la lettura descrivono (in parte) il percorso di ricerca fatto dall’autore, essi sono distribuiti nei punti topici a dar conto di scoperte, a proporre argomentazioni, a segnalare confronti, a suggerire percorsi.

Le citazioni e i rimandi sono più facili e immediati che sulla carta e vengono agiti dal lettore in un clic. Il novero dei materiali in cui ci si imbatte è molto elevato per cui alla fine si opera sempre una selezione, ma con i link spesso si abbonda, a volte si eccede, disorientando il lettore il quale, oltre a percorrere il testo, affronta anche il repertorio delle risorse esplorate, cercando di rivisitarlo secondo propri interessi, in parte o del tutto divergenti da quelli dell’autore.
Questa operazione può essere difficile e faticosa e può arenarsi su strade intraprese con entusiasmo, ma che possono rivelarsi sterili. Condurre l’esplorazione seguendo la particolare disposizione delle segnalazioni dell’autore può essere affascinante, ma anche tendenzialmente limitante ad un’unica interpretazione.

Il Web 2.0 ci permette però di fornire oltre al testo anche il repertorio, più o meno strutturato, delle risorse della rete che si sono esplorate (e/o costruite), comprese quelle di cui, alla fine, non si è tenuto conto, mettendo il lettore in condizione di fare la propria ricerca, ricavando le proprie interpretazioni ed proponendo addirittura nuove scritture, diverse per scopo o centri di attenzione da quella proposta in origine.

Nel nuovo web i contenuti sono spesso “staccati dai siti”, sono collocati in repository di media e documenti. YuoTube raccoglie, ad esempio, i video che possono essere poi  incorporati (embed) in blog, wiki e CMS. Essi possono dunque essere visti nello sviluppo del testo proposto dallo specifico sito in cui sono inseriti, ma anche direttamente in YouTube. Qui si possono creare le playlist, cioè le raccolte di quanto si è trovato di riferito ad un certo argomento: video che si sono incorporati nel sito ed anche video che si sono visionati, ma che poi si sono scartati. Queste liste possono prendere la forma di prodotti semistrutturati se si curano bene le schede descrittive dei singoli elaborati e la scheda complessiva.

Inoltre, apponendo con una certa attenzione i tag, i video vengono resi disponibili per una aggregazione in repertori collettivi meno strutturati e precisi, ma molto stimolanti nelle loro modalità “selvagge” di selezione e di indicazione di percorsi di eplorazione nella combinazione e nell’intreccio dei tag stessi.

Nella documentazione dell’esperienza didattica “Storia, Matematica, Storia della Matematica” dell’Istituto Comprensivo “C. Goldoni” di Martellago (VE), i video inseriti in YouTube, ed “inglobati” nelle pagine del wiki storymat” sono stati raggruppati in una una playlist dallo stesso titolo a formare una sintesi narrativa dell’esperienza: un repertorio strutturato, ma anche un prodotto a sé stante. Il lettore può vedere i video nella sequenza che preferisce e ricostruire una sua lettura più libera rispetto a quella proposta dal wiki.

Facendo poi una ricerca in YouTube con i tag con cui sono stati etichettati, essi vengono associati ad altri più o meno pertinenti: ad esempio, ricercando “documentazione didattica” eccoli apparire accanto alle interessanti sperimentazioni di Scuola3d dell’Istituto Pedagogico di Bolzano (per il gruppo italiano).

Nella medesima documentazione, il reperotorio dei link utilizzati viene fornito oltre che sparso nelle varie pagine, anche raggruppato sotto il tag storymat nel sito di condivisione bookmark (“preferiti”) Delicious. E’ possibile sviluppare il repertorio, utilizzando gli altri tag dei siti segnalati come “preferiti”, per aprirsi in un più ampio repertorio collettivo. E sempre colletivamente è possibile ampliare nel tempo il repertorio con nuovi inserimenti.

Nel Web 2.0 il racconto di un’esperienza didattica si può intrecciare con molte altre “storie”.

Franco Torcellan (AgenziaScuola, Nucleo Regionale Veneto)

1 marzo, 2009

Documentare? … Un gioco da ragazzi !

e-PortfolioIcona Documentazione

Non si può certo  dire che la parola documentazione generi tra gli insegnanti esclamazioni di entusiasmo. Anche se quasi 10 anni di Progetto GOLD (Global On Line Documetation, archivio nazionale delle buone pratiche didattiche) hanno contribuito a mitigare la cattiva considerazione di questa attività, molti docenti continuano a considerarla quantomeno tempo sottratto alla didattica.
Ma come spesso accade la scuola porta con sé profondi paradossi. Ciò che molti docenti rifiutano nel proprio agire, in qualche modo, chiedono di realizzare ai propri allievi.
Forte è stato infatti il dibattito fino ad un paio di anni fa sul “portfolio dello studente“. Eccone una definizione:

“Il portfolio dello studente è una raccolta finalizzata del lavoro dello studente, che racconta la storia dei suoi sforzi, del suo progresso o del suo successo in una o più discipline scolastiche. La potenzialità comunicativa e l’utilità per l’istruzione del Portfolio sono accresciute quando gli alunni partecipano alla selezione del contenuto; quando la selezione del materiale da includere segue linee guida predeterminate; quando sono disponibili i criteri per giudicare il valore del lavoro raccolto e quando gli studenti riflettono regolarmente sull’evolversi della qualità del loro lavoro.“
(Arter, J., & V. Spandel. (1992). Using portfolios of student work in instruction and assessment. Educational Measurement: Issues and Practice, 11, 36-44)

FacebookFinita la tempesta politica su tale strumento, sono rimaste aperte le problematiche a cui esso rimanda. Gli insegnanti perseguono l’obiettivo di rendere coscienti gli allievi del proprio percorso di apprendimento, del proprio cambiamento, del prorio crescere; puntano a sviluppare la capacità di autovalutazione e i momenti migliori per fare questo sono, probabilmente, quelli in cui si fa il punto delle attività laboratoriali, in cui si guarda ai prodotti per ricostruire i processi che ne hanno permesso la realizzazione.
Insomma, i momenti in cui si fa “documentazione”, riguardando il dossier dei propri elaborati e ricostruendo la propria autobiografia formativa.
Diffondere la “cultura della documentazione” significa anche questo: coltivare l’abitudine a documentare fin dalla più giovane età come competenza del cittadino.

Da tempo sono dunque fioriti sistemi di portfolio elettronico favoriti dall’affermarsi della possibilità di gestione di spazi web personali opportunamente strutturati, senza avere specifiche competenze tecniche.
Gli ambienti del Web 2.0, da un lato, hanno aumentato l’accessibilità individuale e la possibilità di costruzione della propria presenza in rete, dall’altro, hanno sviluppato fortemente le opportunità di interazione sul proprio pensiero e sulle proprie produzioni.

Oltre a sistemi di e-content management specifici, gli e-portfolio veri e propri, possiamo oggi utilizzare in maniera meno strutturata, ma forse più creativa e appetibile per gli allievi, ambienti di socializzazione e di cittadinanza (digitale) più “naturali”, aperti e quotidiani. Pensiamo al successo dei social network, su tutti Facebook, in cui ci si presenta con una sorta di carta d’identità digitale ed un proprio disinvolto profilo, e che sono diventati da un lato frequentatissimi luoghi di incontro e di amicizia, dall’altro una bacheca mondiale su cui appendere i propri curricoli personali per sviluppare la propria dimensione professionale.

Il blog si caratterizza come ambiente di grandissima semplicità d’uso e di estrema flessibilità e molti sono ormai gli esempi di utilizzo nella scuola (Edid@blog, Blog didattici … appassionatamente, BlogER, …). Forse non è sufficiente per costituire da solo un vero e proprio portfolio per gli studenti, ma, probabilmente, bastano solo alcune integrazioni con altri ambienti (ad esempio, i social media) per renderlo tale. Sicuramente, esso si rivela uno strumento utilissimo per la raccolta e la gestione della “documentazione dell’apprendimento” da parte degli studenti.
Da questo punto di vista, vanno evidenziate le grandi potenzialità di organizzazione dei contenuti inseriti costituite dall’uso di categorie e tag e dal recupero delle informazioni mediante gli “archivi mensili”.

Con il blog, che può essere individuale o collettivo, si tiene un diario, si collezionano documenti, si lanciano idee, si seguono gli sviluppi dei progetti, si relaziona sulle proprie attività e produzioni, presentandole “al mondo” (e non solo all’insegnante; si pensi a quale potenziamento ciò costituisca per le Assemblee Plenarie indicate dalla metodologia del Gruppo Collaborativo che prevedono, tra l’altro, il ruolo del Relatore/Comunicatore), si descrivono i propri percorsi di ricerca e di scoperta in internet. Ma in più si fa tutto ciò in una vera dimensione sociale che proietta la scuola nel mondo reale: apprendimento situato, apprendimento significativo, comunità di pratica, nell’uso del blog, divengono fatti concreti e non solo riferimenti a teorie di cooperazione.

Va sottolineato, d’altro canto, come il blog permetta proprio di ricollocare nel sociale l’azione di riflessione sul proprio apprendimento, laddove gli e-portfolio strutturati possono spesso accentuare la dimensione individuale per una eccessiva preoccupazione valutativa.

Digital Natives

Insomma, è proprio il caso di cedere un po’ di più i comandi dei processi di insegnamento-apprendimento agli studenti, che a queste nuove realtà del Web accedono in maniera ludica  e con l’assoluta naturalità di “digital natives“: forse, se sapremo opportunamente indirizzarli (ma anche lasciarli fare), saranno loro a fare i passi decisivi verso la tanto invocata “cultura della documentazione”.
Ma se accelerassimo anche noi “vecchiotti” (intendo tutti coloro che hanno più di 22-23 anni!) non sarebbe male. Esempi di insegnanti che utilizzano il blog (ed altri ambienti del Web 2.0) per la didattica e per far comunità professionale, come già illustrato, ce ne sono e l’esperienza personale mi insegna che le attività di formazione, se sono veramente di tipo laboratoriale, un contributo positivo lo possono dare anche a coloro che si sentono proprio “imbranati”.

Franco Torcellan (AgenziaScuola, Nucleo Regionale Veneto)

16 gennaio, 2009

Documentare insieme

Filed under: Tecniche di documentazione — Etichette: , , , — anafesto @ 12:45

Fino a non molto tempo fa gli strumenti per la documentazione delle esperienze didattiche erano sostanzialmente limitati a quelli classificatori e fortemente strutturati della biblioteconomia: cataloghi, descrittori, metadati, descrizioni su precise linee guida, ecc..Documentazione Cartacea

Per un lungo periodo le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno permesso di rendere più efficiente la raccolta e la distribuzione dei materiali documentali, ma non ne hanno più di tanto mutato la natura e soprattutto non hanno cambiato la cornice culturale in cui tali materiali venivano prodotti e riutilizzati.

Oggi ad una documentazione statica, fatta di documenti cartacei digitalizzati, collocati in un repositorio, va affiancandosi  una documentazione che è prima di tutto strumento d’interazione.

Il cosiddetto Web 2.0 mette a disposizione applicazioni ed ambienti in cui gli insegnanti possono incontrarsi e raccontare le loro esperienze professionali, coinvolgendo anche gli altri attori dei processi educativi: allievi, genitori, operatori culturali, servizi territoriali, ecc..

Con il blog la documentazione entra nella “big conversation” e permette di far rivivere le esperienze didattiche, raccogliendone la cronaca quasi in tempo reale. La narrazione degli eventi permette quindi di avviare azioni di riesame, di sviluppare riflessioni professionali e di condividere dati, strumenti, conoscenze e competenze utili a trasferire le buone pratiche in contesti scolastici diversi.

Videochat

Vi sono poi molti altri strumenti del nuovo web che consentono di perseguire queste traiettorie di documentazione partecipata di quanto realizzato nelle scuole e di presentazione coinvolgente delle azioni didattiche: il wiki permette di strutturare cooperativamente il dominio di conoscenza professionale acquisita, slideshow e sistemi di sincronizzazione tra video e slide fanno rivivere situazioni problematiche e soluzioni innovative, i social network consentono la condivisione di  materiali e strumenti didattici, avviando confronti e dibattitti, il podcasting ha aperto nuove modalità di distribuzione della documentazione per il mobile, i repository di condivisione di media e documenti (YouTube, Flickr, Picasa, Scribd, ecc.) hanno reso possibili differenti aggregazioni e ricomposizioni dei materiali multimediali in percorsi di analisi mirati a diverse necessità, instant messenger e VoIP fanno partecipare a distanza, attraverso chat e videochat, a situazioni di apprendimento ed interagire e cooperare con i loro protagonisti.

E’ un terreno fertile di novità ed in continua evoluzione, esplorato nell’ambito della ricerca Pr.I.Mul.E. (Processi Innovativi Multimediali Educativi) condotta da INDIRE e IRRE regionali oggi riuniti nel nuovo soggetto istituzionale denominato AgenziaScuola. L’analisi e le sperimentazioni condotte hanno individuato alcune nuove tecniche di documentazione che vengono oggi proposte alle scuole che partecipano al Progetto GOLD (Global On Line Documentation).

Il nuovo web del resto, con le sue web application, indipendenti dal sistema operativo dei computer, in buona parte gratuite e semplici da usare, costituisce un ambiente favorevole per passare da una documentazione tradizionale ad una documentazione multimediale e “generativa”, basata su procedure di knowledge management.

In questa dimensione aperta, di dibattito, di interazione e di co-costruzione di un bagaglio professionale condiviso, gli insegnanti della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “Carlo Goldoni” di Martellago, utilizzando molteplici strumenti digitali, costruiranno la documentazione “multimediale” dell’esperienza “La Matematica, la Storia, la Storia della Matematica” realizzata nell’anno scolastico 2007/2008 e che è entrata nella Selezione GOLD 2008.

Il blog, in particolare, raccoglierà le risultanze della prosecuzione di quel progetto, il suo trasferiemento nell’ambito della rete “Scuole In Rete” di Spinea (Venezia) ed in altri contesti scolastici, le azioni, le sensazioni e le riflessioni sulla realizzazione della documentazione multimediale stessa.

Una cronaca pubblica, “in diretta”, sulla quale ogni persona interessata (insegnante, studente, genitore, studioso, ecc.) potrà esprimere i propri commenti, idee, pareri e suggerimenti, interagendo con i protagonisti delle azioni didattiche in una dimensione di comunità locale e virtuale che è la vera condizione che può promuovere una forte cultura della documentazione.

Franco Torcellan (AgenziaScuola, Nucleo Regionale Veneto)

Tema: Shocking Blue Green. Blog su WordPress.com.

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