
Il web è una miniera di informazioni e di risorse. Qualsiasi attività di scrittura richiede oggi una complessa e profonda analisi delle fonti che la rete propone sull’argomento. Scrivere in internet significa usare il testo come punto di partenza per una navigazione mirata nel grande mare delle risorse digitali.
I link che incontriamo durante la lettura descrivono (in parte) il percorso di ricerca fatto dall’autore, essi sono distribuiti nei punti topici a dar conto di scoperte, a proporre argomentazioni, a segnalare confronti, a suggerire percorsi.
Le citazioni e i rimandi sono più facili e immediati che sulla carta e vengono agiti dal lettore in un clic. Il novero dei materiali in cui ci si imbatte è molto elevato per cui alla fine si opera sempre una selezione, ma con i link spesso si abbonda, a volte si eccede, disorientando il lettore il quale, oltre a percorrere il testo, affronta anche il repertorio delle risorse esplorate, cercando di rivisitarlo secondo propri interessi, in parte o del tutto divergenti da quelli dell’autore.
Questa operazione può essere difficile e faticosa e può arenarsi su strade intraprese con entusiasmo, ma che possono rivelarsi sterili. Condurre l’esplorazione seguendo la particolare disposizione delle segnalazioni dell’autore può essere affascinante, ma anche tendenzialmente limitante ad un’unica interpretazione.
Il Web 2.0 ci permette però di fornire oltre al testo anche il repertorio, più o meno strutturato, delle risorse della rete che si sono esplorate (e/o costruite), comprese quelle di cui, alla fine, non si è tenuto conto, mettendo il lettore in condizione di fare la propria ricerca, ricavando le proprie interpretazioni ed proponendo addirittura nuove scritture, diverse per scopo o centri di attenzione da quella proposta in origine.
Nel nuovo web i contenuti sono spesso “staccati dai siti”, sono collocati in repository di media e documenti. YuoTube raccoglie, ad esempio, i video che possono essere poi incorporati (embed) in blog, wiki e CMS. Essi possono dunque essere visti nello sviluppo del testo proposto dallo specifico sito in cui sono inseriti, ma anche direttamente in YouTube. Qui si possono creare le playlist, cioè le raccolte di quanto si è trovato di riferito ad un certo argomento: video che si sono incorporati nel sito ed anche video che si sono visionati, ma che poi si sono scartati. Queste liste possono prendere la forma di prodotti semistrutturati se si curano bene le schede descrittive dei singoli elaborati e la scheda complessiva.
Inoltre, apponendo con una certa attenzione i tag, i video vengono resi disponibili per una aggregazione in repertori collettivi meno strutturati e precisi, ma molto stimolanti nelle loro modalità “selvagge” di selezione e di indicazione di percorsi di eplorazione nella combinazione e nell’intreccio dei tag stessi.
Nella documentazione dell’esperienza didattica “Storia, Matematica, Storia della Matematica” dell’Istituto Comprensivo “C. Goldoni” di Martellago (VE), i video inseriti in YouTube, ed “inglobati” nelle pagine del wiki “storymat” sono stati raggruppati in una una playlist dallo stesso titolo a formare una sintesi narrativa dell’esperienza: un repertorio strutturato, ma anche un prodotto a sé stante. Il lettore può vedere i video nella sequenza che preferisce e ricostruire una sua lettura più libera rispetto a quella proposta dal wiki.
Facendo poi una ricerca in YouTube con i tag con cui sono stati etichettati, essi vengono associati ad altri più o meno pertinenti: ad esempio, ricercando “documentazione didattica” eccoli apparire accanto alle interessanti sperimentazioni di Scuola3d dell’Istituto Pedagogico di Bolzano (per il gruppo italiano).
Nella medesima documentazione, il reperotorio dei link utilizzati viene fornito oltre che sparso nelle varie pagine, anche raggruppato sotto il tag “storymat“ nel sito di condivisione bookmark (“preferiti”) Delicious. E’ possibile sviluppare il repertorio, utilizzando gli altri tag dei siti segnalati come “preferiti”, per aprirsi in un più ampio repertorio collettivo. E sempre colletivamente è possibile ampliare nel tempo il repertorio con nuovi inserimenti.
Nel Web 2.0 il racconto di un’esperienza didattica si può intrecciare con molte altre “storie”.
Franco Torcellan (AgenziaScuola, Nucleo Regionale Veneto)