
Ma chi era Al Khuwarizmi? La domanda sorge durante la lettura del libro di Anna Cerasoli.
Indiani, arabi, numeri, … la cosa si fa complessa e i bambini seguono affascinati il racconto del Nonno, un prof. di Matematica “collocato a riposo” che spiega al nipote Filo l’origine delle tecniche di calcolo. I bambini si immedesimano in mercanti alle prese con trattati matematici portati dall’India che rendono più facili i pagamenti delle merci e scoprono un personaggio chiave Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi.
“O mamma mia! E chi riesce a pronunciarlo! “
Beh! Forse può bastare Al Khuwarizmi. E’ lui che per primo raccolse in un trattato le tecniche di calcolo elaborate in India e ne ricavò tanta fama che il suo nome è diventato una parola quotidiana … o quasi.
“Io non lo avevo mai sentito prima!”
Ma cercando nel vocabolario, spiega il Nonno, puoi trovare “algoritmo” che significa “procedura rigorosa” … quella di calcolo appunto.
Algoritmo non è altro che il nome di Al Khuwarizmi storpiato dal passaparola di persone di diverse lingue e culture.
“Ma, a pensarci bene questa parola io l’ho già sentita.”
“E’ vero! Lo scorso anno studiando l’origine dei numeri, cercando in internet, l’abbiamo trovata a proposito di sistemi di numerazione, di un certo Fibonacci e degli abachi.”
“Abachi o abaci?”
Algoritmo: una parola che getta un ponte con gli apprendimenti già conseguiti. Da qui si riparte per nuove avventure didattiche sulle ali del piacere della lettura, mettendosi in gioco, immaginandosi nei panni dei protagonisti della “fiction”.
“Ma insomma, che cos’è l’algoritmo? E che cosa sono gli abachi o abaci che dir si voglia?”
Queste sono altre storie!
Il racconto è appena cominciato.
Paola Melinato ed Elisabetta Piccolo (Istituto Comprensivo “C. Goldoni” di Martellago – VE)